02 luglio 2008

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see you at last.fm!

10 novembre 2006

perchè non ho mai voglia di lavare i piatti?


stimolo del giorno: un rotondo, deciso, inutile nel suo essere temporaneo, piatto irrimediabilmente sporco.
è una cosa bella, un piatto pulito. e un piatto sporco può tornare pulito. è forse un po' come il salto nel buio che fa il bruco, per diventare farfalla, questo affidarsi delle stoviglie alle mani del padrone quasi ad esser bozzolo di futuri pasti.
-
credo di aver decisamente passato il limite. temporeggiare non serve, i piatti sporchi rimangono sporchi. prendersi cura delle proprie cose è bello e gratificante, e per questo diventerò ricco e comprerò alla mia dannata casa una trappola di lavastoviglie.

02 novembre 2006

be a fair boy

31 ottobre 2006

tanti auguri a me

nella mia insindacabile equità
ho rispettato le mie abitudini
e quindi, in ritardo di un giorno
mi faccio tanti auguri di buon compleanno

27 ottobre 2006

REGOLE

- Non importa che strada scegli. Basta arrivare.
- Preparati ad una crisi locale.
- C'è gente, là fuori. Fatti riconoscere.
- Diventa indispensabile. Se non è possibile, sii almeno utile.
- Sii introvabile, ma raggiungibile.
- Sii informale, ma rispettoso.
- Sii sintetico, ma sostanzioso.
- Sii moderno, non modaiolo.
- Aggiornati.
- Considerati un investimento.

dunque la Risposta

E' tranquillizzante ed insieme terribile avere la Risposta.
Sapere il Perchè del perchè di Tutto, la causa scatenante, la prima Verità.
Ebbene, magnanimo, condividerò il prodotto della mia filosofia.

Quando Dio creò l'uomo aveva già creato la terra. E le piante.
E poichè Dio è supremo e perfettamente a conoscenza del Tutto Infinito, sapeva bene nel concepire l'intima perfezione della vite quello che l'uva può generare.
Nella sua Geniale Bontà, non avrà mai permesso che il suo Creato constasse di un errore.
Avrà prima di tutto, prima di tutti, sperimentato. Verificato.

Quindi, quando Dio creò l'uomo, certamente era alticcio.

26 ottobre 2006


qualche giorno penso al futuro.
poi fortunatamente smetto.
brevemente sviluppo domande, preoccupazioni.
brevemente.
poi ricomincio a vivere.

se preoccuparsi fosse una disciplina, meno male avrei bisogno di ripetizioni.

on line


visitate i miei sforzi, guardate il mio tempo. navigate, cliccate.
www.lagulpediscavezz.it
è finalmente finito, temporaneamente.
errori imprecisioni commenti e definizioni sono ben accette

19 ottobre 2006

think.

Se stringi il pugno, la tua mano è vuota.
Solo con la mano aperta, puoi possedere tutto.
-
Ciò che riusciamo ad afferrare prima o poi svanisce,
se stringi il pugno la tua mano è vuota,
solo con la mano aperta tu puoi possedere tutto;
la verità è nel silenzio e la forza è nella quiete

L'arte di Perdere

L'arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano pervase dall'intenzione
di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.
-
Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento
delle chiavi perdute, dell'ora sprecata.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.
-
Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:
luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare. Nessuna di queste cose causerà disastri.
-
Ho perduto l'orologio di mia madre.
E guarda! L'ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.
L'arte di perdere non è difficile da imparare.
Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo, due fiumi, un continente. Mi sono mancati, ma non è stato un disastro.
Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato). Questa è la prova. E' evidente,
l'arte di perdere non è troppo difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro.
-
Eizabeth Bishop